Principi attivi: Ciascuna siringa intramammaria da 3 grammi di prodotto contiene: cefalonio (come diidrato) 250 mg.
Normale terapia della mastite bovina in asciutta, quindi per il trattamento delle infezioni sub-cliniche gia' esistenti a livello mammario o per la prevenzione di nuove infezioni Denominazione: Cepravin Categoria: Antibatterici per uso intramammario. Cefalosporine. Principi attivi: Ciascuna siringa intramammaria da 3 grammi di prodotto contiene: cefalonio (come diidrato) 250 mg. Eccipienti: Alluminio distearato, Paraffina liquida BP. AIC: 101350015 AIC: 101350041 Forma farmaceutica: Siringa Monodose Contenitore: Pomata Intramammaria Specie di destinazione: Bovine in asciutta. Indicazioni: Normale terapia della mastite bovina in asciutta, quindi per il trattamento delle infezioni sub-cliniche gia' esistenti a livello mammario o per la prevenzione di nuove infezioni sostenute da Staphylococcus aureus (compresi i ceppi penicillino-resistenti), Streptococcus agalactiae, Streptococcus disgalactiae, Streptococcus uberis, Actinomyces pyogenes, Corynebacterium ulcerans, Escherichia coli, Proteus spp., Klebsiella spp., Citrobacter spp. ed Enterobacter spp., che insorgono durante il periodo di riposo funzionale della mammella. Il trattamento, inoltre, riduce il rischio di mastite che comunemente si presenta durante il parto. Controindicazioni: Non somministrare a bovine che in precedenza abbiano manifestato fenomeni di ipersensibilita' alle cefalosporine o ad uno degli eccipienti. Effetti indesiderati: Rari casi di anafilassi, con edema polmonare e alterazione della qualita' del latte. Impiego durante la gravidanza, l'allattamento o l'ovodeposizione: Il prodotto non va somministrato nelle bovine in lattazione perche' vi e' il rischio di presenza di residui di cefalonio nel latte per un periodo assai prolungato. Il prodotto e' indicato per l'impiego nell'ultimo trimestre di gestazione, cioe' al momento della messa in asciutta dell'animale. Questo trattamento non provoca alcun effetto indesiderato nel feto. Interazione con altri medicinali veterinari ed altre forme d'interazione: L'uso contemporaneo di farmaci nefrotossici e di cefalosporine aumenta il rischio di tossicita' renale. Posologia e via di somministrazione: Somministrare il contenuto di una siringa in ogni quarto mammario. La somministrazione per via diatelica endocanalicolare va praticata immediatamente dopo l'ultima mungitura, prima della messa in asciutta della bovina. Prima dell'infusione, il capezzolo deve essere accuratamente pulito e disinfettato con la salvietta detergente inclusa nella confezione. Dopo aver tolto il cappuccio di protezione della cannula, si deve porre particolare cura onde evitare che il beccuccio erogatore venga contaminato da materiale estraneo. Dopo l'infusione, e' consigliabile immergere il capezzolo in una soluzione disinfettante e antisettica, specifica per questo impiego. Istruzioni dettagliate per la somministrazione 1. Dopo che la mungitura e' terminata, detergere e disinfettare accuratamente la cute della parte basale della mammella e i capezzoli con le salviette detergenti incluse nella confezione. Opzione 1: Per somministrazione intramammaria con beccuccio corto. Tenere in una mano il cilindro della siringa e la base del cappuccio e ruotare la parte superiore del cappuccio sopra l'incisione (la base del cappuccio restera' sulla siringa). Prestare attenzione a non contaminare la parte esposta del beccuccio erogatore. Opzione 2: Per somministrazione intramammaria con beccuccio lungo. Rimuovere l'intero cappuccio, tenendo saldamente in mano il cilindro della siringa e con il pollice spingere verso l'alto e nel senso della lunghezza del cappuccio, fino a che lo stesso si stacchi. Prestare attenzione a non contaminare il beccuccio erogatore. Inserire il beccuccio nel canale mammario ed applicare una pressione costante sullo stantuffo della siringa fino a che l'intera dose sia stata inoculata. Tenendo il capezzolo tra le dita di una mano, massaggiare leggermente verso l'alto con l'altra mano, per facilitare la dispersione dell'antibiotico nel quarto mammario. Immergere quindi i capezzoli in una soluzione disinfettante e antisettica all'uopo approntata. Sovradosaggio (sintomi, procedure d'emergenza, antidoti) se necessario: Non somministrare a bovine in lattazione. L'utilizzo del prodotto deve essere basato su test di sensibilita', nell'osservanza delle disposizioni di legge, locali e ufficiali, relative alle sostanze antimicrobiche. Si deve prestare una particolare attenzione nel migliorare le pratiche di allevamento, per evitare ogni condizione di stress. L'uso improprio del prodotto potrebbe incrementare la prevalenza di batteri resistenti al cefalonio e ridurre l'efficacia dei trattamenti con altri antimicrobici a causa della possibile comparsa di cross-resistenza. L'utilizzo ripetuto o protratto del prodotto va evitato, migliorando le prassi di gestione e mediante pulizia e disinfezione. Precauzioni speciali per chi somministra il medicinale veterinario agli animali: le penicilline e le cefalosporine possono causare fenomeni di sensibilizzazione (allergia) a seguito di iniezione, inalazione, ingestione o contatto cutaneo. La sensibilizzazione nei confronti delle penicilline puo' indurre una reattivita' crociata con le cefalosporine e viceversa. In alcuni casi queste reazioni allergiche possono essere di entita' seria. Pertanto, non conviene maneggiare Cepravin se si e' a conoscenza di sensibilizzazione da un precedente contatto con penicilline e/o cefalosporine, oppure piu' semplicemente se si e' stati informati dal medico di non lavorare con questi preparati farmaceutici. L'operatore deve maneggiare Cepravin con notevole cura, cosi' da evitare per quanto possibile una contaminazione a livello cutaneo. Nel caso si verificassero reazioni allergiche di tipo rash cutanei, gonfiori della faccia, delle labbra e delle palpebre, difficolta' respiratorie, e' necessario far ricorso a cure mediche urgenti. Non ingerire. In caso di ingestione accidentale, rivolgersi immediatamente ad un medico mostrandogli il foglietto illustrativo o l'etichetta. Sovradosaggio: un eventuale sovradosaggio non causa alcun effetto indesiderato nell'animale trattato; semmai si verifica una prolungata eliminazione dei residui di antibiotico nel latte, quando comincera' la nuova lattazione. Tempo di attesa: Carne, visceri: 2 giorni. Latte: 51 giorni (periodo minimo tra il trattamento e il parto) + 168 ore dopo il parto (7 giorni-14 mungiture). Conservazione: Non conservare a temperatura superiore ai +30 gradi C. Proteggere dalla luce.