Principi Attivi:Emodepside 0,9 mg/ml, toltrazuril 18 mg/ml. AIC: 104278015
Denominazione:PROCOX Categoria Farmacoterapeudica:Antiparassitari. Principi Attivi:Emodepside 0,9 mg/ml, toltrazuril 18 mg/ml. Eccipienti:Butilidrossitoluene (E321), Acido sorbico (E200), Olio di girasole, Glicerildibeenato. Indicazioni:Per cani nei quali siano sospettate o dimostrate infestazioni parassitarie miste causate da nematodi e coccidi delle seguenti specie. Vermi Tondi (Nematodi): Toxocara canis (adulti maturi, adulti immaturi, L4), Uncinaria stenocephala (adulti maturi), Ancylostoma caninum (adulti maturi), Trichuris vulpis (adulti maturi). Coccidi: Complesso Isospora ohioensis, Isospora canis. E efficace nei confronti della replicazione di Isospora e anche contro la disseminazione delle oocisti. Sebbene il trattamento riduca la diffusione dellinfestazione, non e efficace nei confronti dei segni clinici di infestazione negli animali gia infestati. Avvertenze:E efficace nei confronti della replicazione dei coccidi e nei confronti della disseminazione delle oocisti. La replicazione del parassita danneggia la mucosa intestinale del cane, il che puo provocare enterite. Percio il trattamento non risolve i sintomi clinici derivanti dal danno alla mucosa (es. diarrea) che siano insorti prima del trattamento. In questi casi puo essere necessario un trattamento di supporto. Il trattamento contro Isospora deve avere lobiettivo di minimizzare la disseminazione delle oocisti nellambiente, riducendo cosi il rischio di reinfestazione nei gruppi/canili affetti da infestazioni note e ricorrenti di Isospora. Si deve iniziare una strategia preventiva, che comprenda misure per leliminazione dellinfestazione. In tale strategia e compreso il trattamento come una delle numerose misure necessarie. E importante che vengano adottate misure igieniche, in particolare per garantire che lambiente sia il piu asciutto e pulito possibile, al fine di prevenire la reinfestazione dallambiente. Le oocisti di Isospora sono resistenti a molti disinfettanti e possono sopravvivere nellambiente per lunghi periodi di tempo. Una pronta rimozione delle feci prima della sporulazione delle oocisti (entro 12 ore) riduce la probabilita di trasmissione dellinfestazione. Generalmente una somministrazione per cucciolata/gruppo e sufficiente a ridurre la disseminazione delle oocisti di Isospora al suo interno. Nei canili caratterizzati da episodi ricorrenti di malattia clinica dovuta a infestazione da Isospora , ogni cucciolata deve essere trattata per un esteso periodo di tempo al fine di controllare, e ridurre gradualmente, il livello di infestazione. Allinterno del gruppo, devono essere trattati contemporaneamente tutti i cani a rischio di infestazione, compresi gli animali adulti, poiche questi ultimi possono essere infestati in modo subclinico. I metodi diagnostici (flottazione fecale) per stabilire la presenza e il livello di disseminazione delle oocisti allinterno dei gruppi di animali, potrebbero essere utili al termine di un programma di controllo, per monitorarne il successo. Come con qualsiasi prodotto antiparassitario, luso frequente e prolungato di antielmintici o antiprotozoari puo portare allo sviluppo di resistenza. Un regime di trattamento appropriato stabilito da un veterinario garantira un adeguato controllo dei parassiti e ridurra la probabilita di sviluppo di resistenza. Si deve evitare un uso non necessario del prodotto. La ripetizione del trattamento e indicata solo qualora sia ancora sospettata o dimostrata uninfestazione mista da coccidi e nematodi. Luso non e raccomandato nei cani Collie o nelle razze correlate portatrici o sospette tali del gene mdr1 -/- mutato, a causa della ridotta tolleranza al prodotto che i soggetti portatori di tale gene hanno mostrato rispetto agli altri cuccioli. Lemodepside e un substrato della glicoproteina P. Esiste una limitata esperienza nei cani gravemente debilitati o nei cani con funzionalita renale o epatica gravemente compromessa. Pertanto in tali animali il medicinale veterinario deve essere impiegato soltanto in base a una valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del veterinario re