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STELFONTA - 2 ML.

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Principi Attivi:Tigilanolo tiglato 1 mg/ml. AIC: 105486017

Denominazione:STELFONTA 1 MG/ML SOLUZIONE INIETTABILE PER CANI Categoria Farmacoterapeudica:Antineoplastici. Principi Attivi:Ogni ml contiene le sostanze attive: tigilanolo tiglato 1 mg. Eccipienti:Glicole propilenico, sodio acetato triidrato, acido acetico, glaciale, acqua per preparazioni iniettabili. Indicazioni:Per il trattamento di mastocitomi non resecabili, non metastatici (stadiazione dellOMS) del cane, dei seguenti tipi: Mastocitomi cutanei (localizzati in una qualsiasi zona del cane), e Mastocitomi sottocutanei localizzati a livello di gomito o garretto o distalmente a essi. I tumori devono avere un volume inferiore o pari a 8 cm^3 ed essere accessibili tramite iniezione intratumorale. Avvertenze:Leffetto del medicinale veterinario sui mastocitomi e limitato alla sede di iniezione, in quanto non e attivo a livello sistemico. Pertanto, il medicinale veterinario non deve essere usato in caso di malattia metastatica. Il trattamento non impedisce la comparsa di mastocitomi ex novo. Il trattamento provoca un cambiamento nellarchitettura tissutale. Pertanto, e improbabile che dopo il trattamento sia possibile ottenere una classificazione istologica accurata del tumore. Precauzioni speciali per limpiego sicuro nelle specie di destinazione: il medicinale veterinario deve essere somministrato rigorosamente per via intratumorale, in quanto altre vie di somministrazione iniettiva sono associate a reazioni avverse. La somministrazione endovenosa non intenzionale deve essere sempre evitata, poiche si prevede che causi gravi effetti sistemici. Dopo liniezione di tigilanolo tiglato nei tessuti sottocutanei, anche a basse concentrazioni/dosi, i cani trattati hanno manifestato irrequietezza e vocalizzazione, nonche gravi reazioni locali nei siti di iniezione. Liniezione nei tessuti non neoplastici puo causare una risposta locale transitoria con conseguente infiammazione localizzata, edema, arrossamento e dolore. A seguito di iniezione sottocutanea di tigilanolo tiglato sono stati osservati casi di formazione di ferite. Il trattamento induce una sostanziale reazione infiammatoria locale, che dura generalmente fino a circa 7 giorni. Ulteriori informazioni sulle ferite sono fornite nei paragrafi 3.6 e 4.2. Sulla base della valutazione clinica del veterinario, ove necessario occorre prendere in considerazione la possibilita di fornire ulteriore analgesia. Qualsiasi bendaggio utilizzato deve essere allentato tenendo conto delledema locale atteso. Il trattamento di tumori in aree mucocutanee (palpebre, vulva, orifizio prepuziale, ano, bocca) e alle estremita (ad esempio, zampe, code) potrebbe compromettere la funzionalita e, alle estremita, potrebbe determinare una compromissione localizzata della circolazione a causa della risposta infiammatoria locale presso il sito di trattamento con conseguente perdita di tessuto e possibile necessita di amputazione. Il medicinale veterinario e irritante. pertanto, il suo impiego in prossimita di tessuti sensibili, in particolare locchio, deve essere evitato. Al fine di ridurre linsorgenza di eventi avversi locali e sistemici correlati alla degranulazione mastocitaria e al rilascio di istamina, tutti i cani trattati devono ricevere terapie di supporto concomitanti, costituite da corticosteroidi e agenti che bloccano i recettori H1 e H2, sia prima che dopo il trattamento (vedere paragrafo 3.9). Si consiglia ai proprietari di verificare la presenza di segni di potenziali reazioni di degranulazione mastocitaria. Questi includono vomito, anoressia, dolore intenso, letargia, inappetenza o tumefazione estesa. Se si osservano segni di degranulazione, contattare immediatamente il veterinario curante, in modo da poter iniziare subito un trattamento adeguato. Dopo il trattamento, deve essere sempre disponibile acqua potabile. La sicurezza del medicinale veterinario non e stata stabilita nei cani di eta inferiore ai 12 mesi. I tumori che si trovano completamente nel tessuto sottocutaneo senza coinvolgimento dermico possono presentare difficolta nel determinare un punto di uscita per la rimozione del te

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